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Le ceramiche italiane di Leopold Anzengruber

  • Italian
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  • Art
  • A4 Portrait
  • |
  • 21 cm x 29.7 cm
  • |
  • 160 pages

Il libro documenta, per la prima volta, la produzione italiana del famoso ceramista austriaco Leopold Anzengruber. Una assoluta novità è la produzione vietrese (I.C.S. ed Avallone, dal 1932 al 1934), fino ad oggi del tutto sconosciuta. Il libro presenta un numero elevato di ceramiche vietresi di qualità, le prime opere di un giovanissimo Anzengruber: ceramiche firmate e ceramiche attribuite sulla base di una analisi rigorosa dei marchi, a sostegno di argomentazioni stilistiche.Viene poi prese

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Le ceramiche italiane di Leopold Anzengruber
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  • 160 pages

Questo libro ha cominciato a nascere più di tre anni fa con l’intento di presentare, in modo scientifico e sistematico, la produzione toscana, della seconda metà degli anni ’30, di un artista austriaco diventato famosissimo in Austria nel dopoguerra. Si inseriva nella mia linea di ricerca, fino ad allora rivolta allo studio ed alla riscoperta di manifatture ed artisti toscani dimenticati dalla storiografia ufficiale.

Le statuine di Leopold Anzengruber nate nell’area fiorentina, prima da Zaccagnini e poi da S.A.C.A., sono state in parte pubblicate e sono ricercate sul mercato antiquario, ma sono state a lui attribuite solo in un piccolo saggio dell’amico Marco Bardini, pubblicato una decina di anni fa. Ben documentata è invece la produzione viennese postbellica.

L’obiettivo dello studio era dunque quello di documentare il maggior numero di ceramiche possibili e dare loro una sistemazione ragionata. L’obiettivo è stato pienamente raggiunto: le ceramiche toscane pubblicate sono inedite all’80%.

Il libro era praticamente terminato più di un anno fa, quando improvvisamente mi si è aperta una finestra su un mondo completamente sconosciuto. Era noto che Anzengruber aveva iniziato a fare ceramica a Vietri, dove aveva trascorso tre anni nelle due faenzere più importanti, prima di recarsi a Firenze. Di questo periodo non era nota alcuna opera. Casualmente, sul mercato degli Stati Uniti, riesco ad acquistare una ceramica vietrese molto bella, con lo stesso logo che Anzengruber ha usato in Toscana. E poi, a seguire, saltano fuori molti altri pezzi importanti, presenti nelle grandi collezioni salernitane di ceramica vietrese del periodo tedesco, nell’archivio fotografico del più importante mercante e studioso della ceramica di Vietri e, addirittura, nel prestigioso Museo della Ceramica di Raito. Alcuni amici, grandi conoscitori di Vietri, mi aiutano a scoprire pezzi, a riconoscere lo stile, a studiare i marchi, a ricostruire una produzione che, accanto ai primi esempi, già bellissimi, di statuine che anticipano quelle toscane, vede anche importanti vasi dipinti. Tra questi, il più bello viene scoperto grazie ad una serie di coincidenze incredibili. Io conosco un bravissimo artista (anche ceramista) della provincia di Salerno. Lui si offre di intervistare per me una affascinante vecchia signora, zia di sua moglie e cugina della prima moglie (vietrese) di Anzengruber. Dopo l’intervista, la signora si ricorda di un vaso, regalatole da Anzengruber, riesce a ritrovarlo e lo dona al nipote: un vaso bellissimo ed importante, anche per la storia che racconta, che scoprirete leggendo il libro. La sconosciuta produzione vietrese risulta alla fine essere talmente ampia da occupare più della metà del libro.

Technical file

  • Copyright Giorgio Levi
  • Language Italian
  • Pages 160 pages
  • Printed Color
  • Size (cm) 21 cm x 29.7 cm
  • Production Print on demand

About Giorgio Levi

Giorgio Levi, triestino di nascita e pisano di adozione, è stato Professore Ordinario di Informatica fino al 2012: uno dei fondatori della prestigiosa scuola pisana di informatica, ricercatore noto a livello internazionale, più volte Direttore di Dipartimento, insignito dell’Ordine del Cherubino. Da anni appassionato collezionista di ceramica italiana del primo novecento, si è trasformato in studioso, dedicandosi soprattutto alla riscoperta ed alla valorizzazione di ceramisti, manifatture e distretti ceramici dimenticati o mai studiati in modo scientifico. Ha pubblicato tre volumi dedicati a manifatture toscane: Ezio Nesti, Barraud, Messeri & C. e Carraresi e Lucchesi, Bini e Carmignani (RBC). Sono in corso di pubblicazione due saggi sull’aerografo in Italia e sulla manifattura F.A.C. di Civita Castellana. Ha curato mostre su Ezio Nesti (Vicopisano, 2012), B.M.C. e Carraresi e Lucchesi (Campli, Museo Archeologico, e Sesto Fiorentino, Biblioteca Comunale, 2014), Ceramica dèco di San Giovanni alla Vena (Museo di Calci, 2016).  Sta attualmente curando una mostra su Epigoni e falsi di Rometti (Umbertide, 2016). Ha anche curato una mostra di artisti e ceramisti contemporanei, Bestiale, che si è tenuta a Napoli e Salerno nel 2015 ed a Calci (PI) nel 2016. È membro del Consiglio Scientifico della rivista Forme Moderne e fondatore di un fortunato gruppo su Facebook (Ceramica).

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